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La pubblicazione di un corposo saggio monografico su Giuseppe Nicolini nell’ambito dei Quaderni del Conservatorio della città di Piacenza è l’ennesimo sforzo accademico che testimonia una precisa tendenza musicologica e istituzionalizzata: quella che vede molti conservatori compilare opere monografiche sui propri intestatari, specialmente se si tratta di musicisti o compositori meno noti ai più.

Effettivamente, venire a conoscenza del fatto che Giuseppe Nicolini, compositore vissuto per ben ottant’anni a cavallo tra Sette e Ottocento, abbia trionfato in Scala nel 1801 coi Baccanali di Roma e retto le sorti – come sostiene nell’Introduzione il musicologo e allora direttore del Conservatorio Fabrizio Dorsi – dell’opera italiana in tutto il Lombardo-Veneto, fa parecchio riflettere il musicofilo del Duemila; il quale, probabilmente (lo sottolineo senza alcuna malizia) non ha mai sentito parlare né di Nicolini, né tantomeno dei colleghi operisti Fioravanti, Pavesi, Mosca, Coccia o Generali. Prendere atto di questa spiacevole condizione di (odierna e relativa) oscurità permette al musicofilo ottimista di vedere il bicchiere mezzo pieno: la storia della musica è sicuramente costellata di figure e lavori che aspettano solo di essere riscoperti o rivalutati. Ma se il bicchiere è mezzo pieno, ciò significa che è anche mezzo vuoto: com’è possibile che Nicolini, autore di 49 opere (nonché di una dignitosissima quantità di musica da camera) sia oggi pressoché sconosciuto al di fuori degli ambienti specialistici? Trattasi forse di una scarsa considerazione storiografica, dettata dalla sfortunata compresenza storica di Gioacchino Rossini? Forse, potrebbe sostenere qualcuno, di una produzione musicale che non ha nulla di veramente distintivo? Al di là delle risposte, una cosa è certa: la storia della nostra musica deve ancora fare i conti con le inevitabili ombre che i compositori più celebrati (per ovvie ragioni) gettano sui loro contemporanei; ombre da cui è difficile uscire anche dopo la morte degli uni e degli altri, ed è precisamente in questo spazio critico che si collocano monografie come questa.

Poco si può aggiungere, che non sia immediatamente evidente, sulla qualità musicale di questa produzione: un’organica raccolta di undici saggi espone dettagliatamente la produzione e l’influenza del piacentino. In particolare, cinque si concentrano su specifiche produzioni operistiche (Sara Stangalino, Roland Pfeiffer, Lorenzo Mattei, Guglielmo Pianigiani e Patrizia Radicchi, questi ultimi entrambi sul curioso caso de Le due gemelle), uno sulle fonti reperibili a Firenze inerenti all’attività del compositore (Paolo Mechelli), uno sui primi interpreti delle sue opere (Giorgio Appolonia); seguono due saggi di Mariateresa Dellaborra e Luca Chierici rispettivamente sulla musica da camera e sulle composizioni di Moscheles e Czerny su temi del piacentino; a chiudere la raccolta sono un saggio documentario di Giorgio Fiori sulla famiglia di Nicolini e una corposa ma fondamentale compilazione delle fonti dei suoi melodrammi, a cura di Patrizia Florio.

È ben visibile come il carattere specialistico e musicologico di questa produzione la renda idonea alla “semplice” consultazione o allo studio di singole sezioni; ciononostante, l’argomento altamente specialistico è comunque reso accessibile da un registro accademico mai troppo denso da perdere le proprie capacità divulgative. Al di là del rigore accademico e dell’immenso lavoro che deve aver richiesto, ciò che rende questo volume – a mio parere – veramente degno di nota è il tentativo di rilanciare un compositore lasciato indietro dal canone occidentale presentando al lettore una quantità tale di informazioni, non solo su di lui, ma anche sulla sua influenza, da lasciarlo quanto meno incuriosito su chissà quanta altra musica dev’essere ancora riportata al posto che le spetta nella nostra storia della musica.

[Quaderni del Conservatorio «Giuseppe Nicolini» di Piacenza (AFAM), Giuseppe Nicolini 1762-1842, a cura di Patrizia Florio, Guglielmo Pianigiani, Patrizia Radicchi, Anna Sorrento; Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Edizioni ETS (Piazza Carrara, 16-19, I-56126 Pisa) finito di stampare nel mese di marzo 2013 (Copyright 2012; ISBN 978-884673576-8). Patrocinio della Società Italiana di Musicologia, in collaborazione con Comune di Piacenza, Fondazione Teatri di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio Piacenza. In occasione dei 250 anni dalla nascita di Giuseppe Nicolini]

RECENSIONE DI NICOLO’ CLEMENTI



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